Schmidt (ex Google): “Se non investiamo nell’open source, Usa e Ue saranno superati dalla Cina”

L’ex CEO di Google Eric Schmidt lancia un monito agli Stati Uniti e all’Europa: senza un impegno concreto nello sviluppo di modelli di intelligenza artificiale open source, il rischio è quello di essere superati dalla Cina, che sta guadagnando rapidamente terreno in questo settore.

L’allarme arriva in un’intervista rilasciata al Financial Times, nella quale Schmidt ha evidenziato come Pechino stia facendo passi da gigante, citando il caso della start-up DeepSeek, capace di scuotere il mercato globale con il lancio di R1, un avanzato modello linguistico open-source in diretta competizione con ChatGPT di OpenAI.

Il dominio degli USA sull’IA chiusa e il rischio Cina

Oggi, i principali modelli di intelligenza artificiale sviluppati negli Stati Uniti, come Gemini di Google, Claude di Anthropic e GPT-4 di OpenAI, sono chiusi, ovvero non liberamente accessibili. L’unica eccezione significativa è Llama di Meta, che invece è stato rilasciato con una licenza più permissiva.

Schmidt avverte che, senza un intervento mirato, la Cina potrebbe diventare il leader mondiale dell’open source, lasciando il resto del mondo ancorato a modelli chiusi e proprietari. Una situazione che avrebbe ripercussioni enormi sulla ricerca scientifica e lo sviluppo tecnologico, poiché molte università occidentali potrebbero non avere le risorse per accedere a modelli chiusi estremamente costosi.

L’Europa e il ruolo delle applicazioni IA

Se gli Stati Uniti hanno guidato la prima fase dello sviluppo dell’intelligenza artificiale costruendo modelli di grande potenza, per Schmidt l’Europa ha ora l’opportunità di ottenere un vantaggio economico puntando sulle applicazioni pratiche dell’IA.

“L’Europa deve darsi una regolata”, ha dichiarato l’ex CEO di Google, sottolineando che il vero valore dell’IA per il Vecchio Continente risiede nella capacità di rendere più efficienti le imprese e la pubblica amministrazione.

Per Schmidt, quindi, il futuro della competitività tecnologica globale passerà per due strade: investire su modelli open source e sviluppare applicazioni concrete basate su queste tecnologie. Se USA e UE non si muoveranno in questa direzione, la Cina potrebbe assumere un ruolo dominante, con impatti strategici sull’intero ecosistema digitale mondiale.