Il Festival di Sanremo 2025 ha confermato, ancora una volta, che la musica non è solo una questione di numeri, algoritmi e statistiche. Nonostante le numerose previsioni elaborate dall’intelligenza artificiale, che puntavano su Giorgia come vincitrice, alla fine è stato Olly a trionfare sul palco dell’Ariston. Un risultato che solleva interrogativi sulla reale capacità delle AI di prevedere fenomeni influenzati da gusti, emozioni e fattori imprevedibili.
Indice
- L’illusione della precisione algoritmica
- L’intelligenza artificiale e i suoi limiti nel contesto culturale
- L’intelligenza artificiale può analizzare, ma non decidere
- Un’occasione per migliorare?
L’illusione della precisione algoritmica
Negli ultimi anni, i modelli predittivi basati sull’intelligenza artificiale hanno conquistato sempre più spazio nell’analisi dei dati culturali e di intrattenimento. Per il Festival di Sanremo, diversi algoritmi hanno elaborato previsioni basandosi su metriche come ascolti in streaming, engagement sui social, trend di ricerca e sentiment analysis. Questi dati, per quanto dettagliati, non sono stati sufficienti a individuare con certezza il vincitore.
Anche noi di TGWEBAI avevamo fatto una previsione sul Festival, basandoci sulle analisi dell’AI, che ci aveva indicato Giorgia come vincitrice. Il nostro articolo, pubblicato prima della finale, confermava questa ipotesi: Giorgia vince il Festival di Sanremo 2025: questa è la previsione di ChatGPT.
L’errore nella previsione di Sanremo 2025 dimostra che, sebbene l’intelligenza artificiale possa analizzare grandi volumi di dati con rapidità ed efficienza, non è infallibile quando si tratta di anticipare scelte umane legate a fattori emotivi, artistici e di spettacolo. La vittoria di Olly, meno quotato dai modelli predittivi, dimostra quanto sia difficile standardizzare un evento che fa leva sulle sensazioni del pubblico e sulle decisioni di una giuria.
L’intelligenza artificiale e i suoi limiti nel contesto culturale
Uno dei principali limiti dell’intelligenza artificiale nell’ambito della previsione di eventi culturali è l‘incapacità di cogliere il valore emotivo e artistico di una performance. Un algoritmo può misurare il numero di ascolti su Spotify, il numero di condivisioni su Instagram o le interazioni su Twitter, ma non può interpretare il carisma di un artista dal vivo o il pathos trasmesso da un’interpretazione.
Sanremo, come qualsiasi competizione artistica, è un evento dinamico che risente di fattori imprevedibili: l’impatto di un’interpretazione in diretta, la risonanza emotiva che una canzone può avere sul pubblico in un determinato momento storico o persino la strategia narrativa costruita durante la settimana del Festival. Tutto questo sfugge alle logiche dell’AI.
L’intelligenza artificiale può analizzare, ma non decidere
L’esperienza di Sanremo 2025 ci ricorda che l’intelligenza artificiale può essere un ottimo strumento di analisi, ma non un oracolo infallibile. Nonostante la crescente sofisticazione degli algoritmi predittivi, la musica e l’arte continueranno a essere dominate dall’imprevedibilità e dall’emozione umana.

Olly ha vinto Sanremo 2025 contro ogni pronostico dell’AI, dimostrando che l’arte non si lascia ingabbiare da modelli matematici. E forse, proprio questa imprevedibilità è ciò che rende Sanremo, e più in generale la musica, così affascinante e unica.
Un’occasione per migliorare?
Il fallimento predittivo di Sanremo 2025 non significa che l’intelligenza artificiale sia inutile in questo settore. Al contrario, evidenzia la necessità di migliorare i modelli e integrarli con analisi più sofisticate.
L’AI potrebbe, ad esempio, incorporare parametri più qualitativi nella valutazione, lavorando su strumenti di analisi del linguaggio naturale più evoluti o sull’elaborazione delle emozioni attraverso la computer vision applicata alle esibizioni live.
L’evoluzione rapida e incessante dell’intelligenza artificiale, lascia intravedere un futuro in cui le previsioni saranno sempre più precise e affidabili. Con l’integrazione di nuovi strumenti basati sul deep learning, l’analisi avanzata delle emozioni e il miglioramento continuo dei dataset di riferimento, i modelli potranno affinare la loro capacità di comprendere non solo i trend numerici, ma anche le sfumature emotive e artistiche. Se oggi l’errore nel predire la vittoria di Sanremo appare significativo, tra qualche anno potremmo trovarci di fronte a un’intelligenza artificiale in grado di individuare con maggiore accuratezza i gusti del pubblico e i giudizi delle giurie.
Un giorno, l’intelligenza artificiale non si limiterà a prevedere il futuro, ma lo anticiperà con sorprendente precisione.