Le tre grandi transizioni della Pubblica Amministrazione: digitale, demografica ed ecologica

La Pubblica Amministrazione italiana si trova di fronte a una sfida cruciale: guidare il Paese attraverso tre transizioni epocali – digitale, demografica ed ecologica. A delineare il percorso è Mariano Corso, responsabile scientifico degli Osservatori HR Innovation Practice e Smart Working del Politecnico di Milano, nonché presidente di P4I-Partners4Innovation. Nel suo intervento durante la presentazione dell’Annual Report 2024 di FPA, Corso ha evidenziato come il successo di queste transizioni sarà determinante per il futuro del Paese.

La transizione digitale: più di un semplice aggiornamento tecnologico

“La transizione digitale – spiega Corso – non riguarda solo l’introduzione di nuove tecnologie, ma implica una trasformazione profonda che tocca aspetti normativi, organizzativi e culturali”. La digitalizzazione della Pa, spinta dagli investimenti straordinari del PNRR, rappresenta un’opportunità senza precedenti. Progetti come il fascicolo sanitario elettronico, l’identità digitale e i pagamenti digitali stanno creando infrastrutture innovative che puntano a semplificare e migliorare l’interazione tra cittadino e istituzioni.

Tuttavia, la vera sfida è appena iniziata: dopo la fase di progettazione e implementazione, è ora necessario favorire l’adozione effettiva di queste soluzioni da parte dei lavoratori pubblici e dei cittadini. È qui che entra in gioco il ruolo dell’intelligenza artificiale (IA), in particolare quella generativa, capace di rivoluzionare non solo i processi, ma anche i servizi offerti, rendendoli più efficienti e sostenibili.

La transizione demografica: attrarre e valorizzare i talenti

La seconda grande sfida riguarda il cambiamento demografico. La Pa deve saper attrarre e trattenere i talenti della Generazione Z, una generazione che cerca ambienti di lavoro dinamici, inclusivi e orientati al digitale. Allo stesso tempo, è fondamentale valorizzare le competenze e l’esperienza del capitale umano già presente, creando percorsi di aggiornamento e sviluppo professionale per le generazioni più mature.

Secondo Corso, per affrontare questa transizione è necessario rendere la Pa un luogo attrattivo, capace di offrire opportunità di crescita e un contesto lavorativo stimolante. Solo così sarà possibile costruire una struttura organizzativa in grado di affrontare con successo le sfide future.

La transizione ecologica: sostenibilità e qualità dei servizi pubblici

Infine, la transizione ecologica richiede un ripensamento delle politiche di sviluppo e dei servizi pubblici in chiave di sostenibilità ambientale e sociale. L’obiettivo è migliorare l’efficienza e la qualità dei servizi offerti, garantendo al contempo equità di accesso per tutti i cittadini. Per riuscirci, la Pa deve integrare le tecnologie digitali con un approccio sostenibile, orientando ogni processo verso un modello più rispettoso dell’ambiente.

Una rivoluzione possibile grazie al PNRR

“Perché oggi dovrebbe essere diverso rispetto ai tanti proclami del passato?” si chiede Corso. La risposta è duplice: da un lato, il PNRR ha mobilitato risorse straordinarie e avviato riforme attese da anni; dall’altro, le tecnologie emergenti, come l’IA generativa, stanno offrendo strumenti in grado di trasformare profondamente il modo in cui la Pa opera e si relaziona con i cittadini.

Il passaggio dalla fase progettuale a quella operativa sarà decisivo. Non si tratta solo di introdurre nuovi strumenti, ma di promuovere un cambiamento culturale e organizzativo, rendendo la Pa un motore di innovazione per l’intero Paese.

Le tre transizioni per il futuro dell’Italia

Le transizioni digitale, demografica ed ecologica rappresentano un’occasione unica per modernizzare la Pubblica Amministrazione e trasformarla in un modello di efficienza e innovazione. Tuttavia, il successo dipenderà dalla capacità di gestire il cambiamento in modo integrato, coinvolgendo cittadini, lavoratori e istituzioni in un percorso condiviso verso il futuro.

Il PNRR ha aperto la strada: ora è il momento di cogliere questa opportunità e fare della Pubblica Amministrazione il motore del cambiamento che l’Italia attende.