Intelligenza Artificiale e Scuola: come cambierà l’educazione nel 2025

L’intelligenza artificiale è destinata a trasformare profondamente il mondo dell’istruzione. La vera sfida, tuttavia, è imparare a governarla in modo consapevole, senza diventarne succubi. Proprio per sottolineare questa urgenza, l’UNESCO ha scelto di dedicare alla IA la Giornata Internazionale dell’Educazione, celebrata il 24 gennaio. Anche l’Italia si sta muovendo in questa direzione, sperimentando nuove modalità di utilizzo della tecnologia nelle scuole.

Assistenti virtuali per i docenti: una sperimentazione italiana

Nel nostro Paese è in corso una sperimentazione guidata dal Ministero dell’Istruzione che coinvolge 15 scuole. L’obiettivo è testare assistenti virtuali progettati per supportare i docenti. Paolo Branchini, ricercatore dell’Istituto Nazionale di Fisica e coordinatore del progetto, spiega:
“Questi strumenti possono individuare le lacune degli studenti, suggerendo percorsi di recupero mirati. Ad esempio, in matematica, se uno studente sbaglia per non aver compreso un passaggio chiave, è fondamentale intervenire subito per evitare che accumuli difficoltà. In questo modo, non solo si riduce il rischio di abbandono o demotivazione, ma si aiutano i ragazzi a scoprire potenzialità che potrebbero cambiare il loro percorso di studi e di vita”.

Il ruolo insostituibile del rapporto umano

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Ma l’IA potrà mai sostituire i docenti? Secondo Branchini, è impensabile. “Il rapporto umano tra insegnante e studente è insostituibile. Tuttavia, è evidente che la didattica dovrà evolversi rapidamente per restare al passo con i cambiamenti tecnologici”. Inoltre, il fenomeno degli studenti che utilizzano l’IA per i compiti pone nuove sfide: la scuola del futuro potrebbe trasformarsi in una palestra di confronto critico, dove il dialogo e l’apprendimento in classe assumono un ruolo centrale rispetto alla mera valutazione dei compiti a casa.

Un uso etico e responsabile della tecnologia

L’UNESCO, tramite la sua direttrice generale Audrey Azoulay, invita i governi a investire nella formazione di insegnanti e studenti sull’uso responsabile della IA. “Per essere davvero utile, l’intelligenza artificiale deve integrare le dimensioni umane e sociali dell’apprendimento, non sostituirle”, sottolinea Azoulay.

Nonostante le potenzialità dell’IA, resta una grande lacuna nelle linee guida: secondo un’indagine condotta dall’UNESCO nel 2023, solo il 10% delle istituzioni scolastiche e universitarie dispone di un quadro normativo ufficiale per l’utilizzo della tecnologia.

Educazione umanistica e IA: un equilibrio necessario

In Italia, per bilanciare l’adozione della tecnologia con il bisogno di tutelare l’identità umana, il Ministero dell’Istruzione ha deciso di dare maggiore spazio alle materie umanistiche. Lo studio della storia, del latino e dei classici della letteratura diventa un baluardo fondamentale in una società sempre più tecnologica. L’obiettivo è preservare le radici culturali e i valori umani, garantendo che l’IA sia un supporto, non una minaccia.