Intelligenza artificiale, arte e diritto d’autore: gli Stati Uniti tracciano le linee guida

diritto-autore

L’avvento dell’intelligenza artificiale sta ridefinendo il concetto stesso di creatività e autorialità. In un panorama in cui le AI generative sono sempre più capaci di produrre opere artistiche, giuridicamente si pone una questione cruciale: chi detiene i diritti sulle creazioni realizzate con l’ausilio dell’intelligenza artificiale? Gli Stati Uniti hanno risposto con un documento ufficiale che fornisce un indirizzo chiaro su copyright e AI.

Indice

L’AI nel mondo della creatività: un dibattito aperto

artificial intelligence, brain, think-4111582.jpg

L’uso dell’intelligenza artificiale nella creatività è un tema che genera discussioni sempre più accese. Se inizialmente la tecnologia veniva impiegata per supportare la produzione artistica, oggi è in grado di generare contenuti autonomamente: immagini, testi, musica e video realizzati a partire da semplici comandi forniti dall’utente. Questo fenomeno solleva interrogativi etici e giuridici, poiché la distinzione tra creazione umana e opera generata dall’AI diventa sempre più sfumata.

La rapidità con cui queste tecnologie avanzano rende urgente l’elaborazione di normative capaci di regolamentare il settore. La sfida principale è stabilire fino a che punto l’apporto umano sia necessario per considerare un’opera tutelabile dal diritto d’autore. Il rischio è che, senza regole chiare, si generi un vuoto normativo con conseguenze imprevedibili per artisti, aziende e professionisti della creatività.

Per affrontare queste problematiche, lo U.S. Copyright Office ha pubblicato il 17 gennaio un documento intitolato “Copyright and Artificial Intelligence, Part 2: Copyrightability”, che segue il primo report rilasciato nel luglio 2024 (Part 1: Digital Replicas”). Se il primo rapporto si concentrava sulle repliche digitali di persone reali e i rischi etici ad esse associati, il secondo studio si focalizza sul tema della protezione del diritto d’autore per le opere realizzate con il supporto dell’intelligenza artificiale.

Contrariamente a quanto ci si poteva aspettare, il rapporto non suggerisce l’introduzione di nuove leggi, ritenendo che il quadro normativo attuale sia già sufficientemente flessibile da adattarsi alle nuove tecnologie. Secondo il documento, il copyright può essere riconosciuto solo se è possibile identificare un contributo umano sostanziale. L’intelligenza artificiale, quindi, può essere considerata uno strumento, ma non un autore a tutti gli effetti.

L’importanza dell’apporto umano nelle opere generate da AI

Uno dei punti chiave del dossier statunitense è la definizione di autorialità. Un’opera può ricevere la tutela del diritto d’autore solo se l’apporto umano è significativo e chiaramente individuabile. Modifiche, selezioni e organizzazione dei contenuti devono riflettere una creatività che vada oltre la semplice esecuzione da parte dell’AI.

Questo principio si collega a casi precedenti nella storia del diritto d’autore, come il celebre caso Burrow-Giles Lithographic Co. v. Sarony del 1884, in cui la Corte Suprema degli Stati Uniti stabilì che la fotografia poteva essere protetta da copyright perché il fotografo aveva esercitato un controllo creativo nella composizione dell’immagine. Allo stesso modo, oggi si discute su quanto l’intervento umano sia determinante nelle opere create con strumenti di intelligenza artificiale.

Un precedente importante: il caso Kris Kashtanova

Un esempio emblematico di questa discussione è il caso di Kris Kashtanova, autrice della graphic novel Zarya of the Dawn. L’opera era stata inizialmente registrata con copyright, ma successivamente l’U.S. Copyright Office ha revocato la protezione, poiché le illustrazioni erano state generate con il software Midjourney senza un contributo umano sufficiente. Tuttavia, Kashtanova ha continuato la sua battaglia legale per dimostrare che l’uso dell’AI può essere un mezzo espressivo nelle mani dell’artista, e non un sostituto della creatività umana.

Un equilibrio tra innovazione e tutela

Il documento pubblicato dagli Stati Uniti rappresenta un passo avanti nel tentativo di bilanciare l’innovazione tecnologica con la necessità di tutelare i diritti degli autori. Sebbene l’intelligenza artificiale stia rivoluzionando il mondo dell’arte e della creatività, la legge continua a riconoscere l’importanza dell’apporto umano nella definizione di un’opera autoriale.

In un futuro sempre più dominato dalla collaborazione tra uomo e macchina, la sfida sarà quella di garantire che il progresso tecnologico non vada a discapito del valore del lavoro creativo. Gli sviluppi normativi dei prossimi anni saranno cruciali per stabilire nuovi confini e garantire una protezione adeguata per gli autori del XXI secolo.