Il Garante Privacy indaga su DeepSeek: possibile rischio per i dati personali

Il Garante per la protezione dei dati personali ha avviato un’indagine sulle società Hangzhou DeepSeek Artificial Intelligence e Beijing DeepSeek Artificial Intelligence, fornitrici del chatbot DeepSeek, disponibile sia via web che tramite app. L’Autorità ha inviato una richiesta formale alle due aziende e alle loro affiliate per ottenere chiarimenti sul trattamento dei dati personali degli utenti italiani.

In particolare, il Garante ha chiesto di specificare quali dati personali vengano raccolti, da quali fonti provengano, per quali finalità vengano utilizzati e quale sia la base giuridica del trattamento. Inoltre, si vuole accertare se i dati siano conservati su server situati in Cina, aspetto che potrebbe sollevare preoccupazioni sulla sicurezza e la protezione delle informazioni degli utenti.

Un altro punto che l’indagine punta a chiarire riguarda il processo di addestramento dell’intelligenza artificiale di DeepSeek. Il Garante ha richiesto dettagli sulle tipologie di informazioni impiegate e, nel caso in cui vengano utilizzati dati personali raccolti attraverso web scraping, ha chiesto di chiarire in che modo gli utenti, sia iscritti che non iscritti al servizio, siano stati informati sul trattamento delle loro informazioni.

Le società coinvolte dovranno rispondere alla richiesta dell’Autorità entro 20 giorni, fornendo tutte le informazioni necessarie per verificare la conformità del trattamento dei dati alle normative vigenti in materia di privacy.

L’indagine del Garante si inserisce in un contesto di crescente attenzione nei confronti delle piattaforme di intelligenza artificiale, le cui modalità di raccolta e gestione dei dati personali sollevano interrogativi sulla trasparenza e sulla protezione della privacy degli utenti.