Giustizia amministrativa e Ai: il Consiglio di Stato punta sull’innovazione per rendere aumentare l’efficienza

Giustizia digitale

Il Consiglio di Stato fa un nuovo passo verso la trasformazione digitale e affida a IBM Consulting, insieme ai partner NetService e N&C (gruppo Italit), lo sviluppo di una piattaforma di intelligenza artificiale pensata per supportare i processi interni della giustizia amministrativa. Un progetto concreto, che non si limita alla sperimentazione, ma si inserisce nella continuità di un percorso di innovazione già ben avviato.

Una giustizia più digitale, non più distante

Nel contesto di una pubblica amministrazione che punta a diventare più agile, trasparente e moderna, l’adozione dell’intelligenza artificiale da parte della giustizia amministrativa rappresenta un’evoluzione naturale. La nuova piattaforma realizzata da IBM sfrutta modelli preaddestrati per semplificare una serie di attività quotidiane, soprattutto quelle che richiedono tempo e precisione nella gestione documentale e nella consultazione normativa.

Grazie all’implementazione sull’infrastruttura cloud dell’amministrazione, la soluzione si integra nei flussi di lavoro esistenti e fornisce supporto operativo a giudici e segreterie. La piattaforma consente, tra le altre cose, di identificare in modo automatico ricorsi simili o connessi, recuperare e mettere in relazione precedenti giurisprudenziali, visualizzare in tempo reale le norme rilevanti e garantire l’anonimizzazione dei provvedimenti.

Un’iniziativa costruita su basi solide

Il progetto non nasce in un contesto improvvisato. La Giustizia Amministrativa italiana è stata pioniera nel processo di digitalizzazione: già nel 2017 ha portato a termine la completa transizione al processo amministrativo telematico. Questo ha posto le basi per affrontare oggi con maggiore consapevolezza e concretezza l’introduzione dell’intelligenza artificiale, puntando su infrastrutture consolidate e una cultura dell’innovazione già presente.

L’obiettivo non è sostituire il lavoro umano, ma migliorare l’efficienza interna, valorizzare il tempo dei magistrati e agevolare le attività delle segreterie, permettendo un accesso più rapido e intelligente alle informazioni giuridiche. Una gestione più fluida dei fascicoli e delle informazioni consente anche una maggiore coerenza e qualità nelle decisioni, riducendo i margini di errore e i tempi di attesa.

Innovazione premiata, ma con equilibrio

La piattaforma, già operativa, ha ricevuto il premio Agenda Digitale 2024 del Politecnico di Milano nella categoria “Amministrazioni centrali”, riconoscendo la qualità e l’impatto dell’intervento. Un risultato che testimonia la validità della strategia adottata.

Secondo il Segretario Generale della Giustizia Amministrativa, Giulio Castriota Scanderbeg, l’adozione di strumenti avanzati di IA e business intelligence si colloca in un percorso coerente con l’obiettivo di fornire un servizio giudiziario più efficiente e accessibile per cittadini e imprese.

L’AI al servizio della giustizia, non al suo posto

Va chiarito che l’uso dell’intelligenza artificiale, in questo contesto, non si traduce in una delega delle decisioni giudiziarie a macchine o algoritmi. La tecnologia agisce in modo complementare, affiancando il lavoro umano e potenziandone l’efficacia. Non sostituisce il giudice, ma lo assiste nella gestione dell’informazione, riducendo il carico burocratico e facilitando una maggiore concentrazione sulle attività decisionali.

In un’epoca in cui l’intelligenza artificiale è spesso associata a scenari di sostituzione o di rischio etico, questo progetto mostra un modello diverso, più sostenibile e pragmatico: l’IA come strumento di supporto, capace di valorizzare l’expertise umana piuttosto che metterla da parte.