Google AI Overview arriva anche in Italia: l’intelligenza artificiale cambia il modo di cercare sul web

Hai notato qualcosa di diverso su Google? Da questa settimana, anche in Italia è arrivata AI Overview, la nuova funzione del motore di ricerca che usa l’intelligenza artificiale per rispondere direttamente alle tue domande. Una vera e propria rivoluzione nel modo in cui troviamo informazioni online.

Quando fai una ricerca, al posto dei soliti link ai siti web, potresti vedere in alto un blocco di testo generato automaticamente, che riassume le informazioni principali e ti offre una risposta pronta all’uso. È un po’ come se Google avesse integrato ChatGPT nei suoi risultati, ma con una marcia in più: i contenuti sono basati su fonti esistenti e linkate, così puoi approfondire se vuoi.

Come funziona?

AI Overview è stata già testata negli Stati Uniti e nel Regno Unito, e ora arriva in Europa (oltre all’Italia, anche in Spagna, Germania, Svizzera e altri Paesi). L’idea è semplice: semplificare la vita degli utenti, offrendo risposte più rapide e complete, senza bisogno di cliccare su mille link.

Ad esempio, se chiedi “Chi ha inventato il violino?”, non dovrai più aprire una decina di siti per trovare la risposta: Google te la propone subito, in un paragrafo chiaro e ben strutturato. E sotto, ti mostra i link alle fonti usate, nel caso tu voglia saperne di più.

Ma è tutto oro quello che luccica?

Non proprio. Se da un lato è comodo avere risposte pronte, dall’altro questa novità sta facendo discutere, soprattutto tra chi lavora sul web: editori, giornalisti, blogger, aziende.

Il motivo? Se Google fornisce già una risposta, molti utenti non cliccano più sui link, e i siti web ricevono meno visite. Meno visite vuol dire meno pubblicità, e quindi meno entrate. In pratica, chi produce contenuti rischia di vederli “riassunti” da Google, senza ricevere nulla in cambio.

Negli Stati Uniti, ad esempio, la piattaforma educativa Chegg ha denunciato un calo del 49% del traffico verso il proprio sito a causa di AI Overview, arrivando a fare causa a Google. E anche in Europa, tra editori e content creator, iniziano a circolare timori simili.

Si può disattivare?

No, AI Overview non può essere disattivato del tutto. L’unico modo per evitarlo è selezionare il filtro “Web” dopo aver fatto una ricerca, ma non sempre è ben visibile: spesso bisogna cliccare su “Altro” e poi su “Web”. Esistono anche delle estensioni per browser (come Chrome o Firefox) che nascondono il blocco dell’AI, ma non funzionano su smartphone, dove ormai si fanno la maggior parte delle ricerche.

Una ricerca sempre più “chiusa”

Google dice che con AI Overview vuole aiutare gli utenti a risparmiare tempo e ottenere risposte migliori. Ma molti esperti temono che questo cambiamento trasformi il motore di ricerca in qualcosa di molto diverso: non più un punto di partenza per esplorare il web, ma un “tutto in uno” che ti dà la risposta e ti fa restare lì.

«Una volta cercavi e ti veniva voglia di approfondire. Ora cerchi e accetti la risposta. È comodo, ma pericoloso», ha detto uno dei massimi esperti americani di intelligenza artificiale, Kristian Hammond.

E ora?

AI Overview è solo l’inizio. Google sta integrando il suo sistema di intelligenza artificiale, Gemini, in sempre più prodotti: Gmail, YouTube, Documenti e anche nelle pubblicità. L’idea è quella di rendere tutto più smart e automatico. Ma la sfida è delicata: come si possono semplificare le ricerche senza penalizzare chi crea contenuti? E come si può garantire che le risposte dell’AI siano affidabili e trasparenti?

La risposta non è semplice. Ma una cosa è certa: il modo in cui cerchiamo informazioni online sta cambiando velocemente. E tutti – utenti, editori, aziende – dovranno adattarsi a un nuovo scenario, dove l’intelligenza artificiale è sempre più protagonista.